Nelle ultime ore è venuta fuori una sorprendente notizia riguardante le indagini a carico di Andrea Sempio, il 37enne di Garlasco nei cui confronti di recente si sono riaperte nuove indagini nonostante la condanna in via definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007.
Oltre ai già noti fascicoli aperti nel 2023 e nel 2025, vi sarebbe un altro fascicolo sempre a carico del commesso di Garlasco ma con un’ipotesi di reato differente dall’omicidio e non direttamente collegato all’omicidio di Chiara Poggi. Le indagini relative a questo fascicolo avrebbero potuto portare prove utili ed utilizzabili anche nei procedimenti che vedono Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Tale nuovo aspetto è venuto fuori grazie alla riunione – operata l’11 febbraio ma nota solo nelle ultime ore – di tutti e tre i fascicoli, ovvero quelli del 2023 e 2025 per l’omicidio e l’ulteriore con un’altra imputazione e relativa ad altro fatto. Questo accorpamento dei fascicoli consente però l’utilizzabilità di prove ottenute nell’ambito delle indagini per altro fatto e reato (ad esempio intercettazioni) nei procedimenti che hanno avuto ad oggetto sin dall’inizio le indagini per omicidio nei confronti di Sempio.
Difficile dire se durante le indagini relative a questo “nuovo” fascicolo siano venuti fuori elementi di prova contro Sempio riguardanti i fatti di Garlasco, ma il dato che questo fascicolo sia stato accorpato agli altri due qualche pensiero in tal senso lo fa sorgere. Il fatto certo è che la Procura di Pavia sta agendo in gran segreto, considerato che questo nuovo filone di indagini va avanti dal 2023 e solo l’11 marzo scorso il 37enne è stato indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
In un’epoca nella quale siamo abituati a conoscere ogni dettaglio delle indagini nei casi di cronaca che occupano i principali titoli dei giornali, anche quando dette indagini dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio, non passa inosservato come la Procura di Pavia stia agendo con la massima riservatezza. Altro esempio proviene dal fatto che non si conosce il motivo per il quale il 20 novembre 2023, a distanza di 16 anni dal delitto, sia stata prelevato dagli inquirenti un sacchetto della spazzatura dinanzi casa Poggi, per analizzare quattro mozziconi di sigarette ivi presenti.
Tale notizia è divenuta nota agli organi di informazione solo di recente. Perché prelevare il DNA dei familiari di Chiara quando è noto che erano in Trentino il giorno dell’omicidio? Difficile comprenderlo. Un’ipotesi alla quale si potrebbe pensare è che poiché sulle unghie di Chiara, oltre il DNA di Sempio, è stato trovato anche un altro DNA altrettanto parziale ed incompleto, qualora quest’ultimo appartenesse ad un familiare di Chiara si potrebbe arrivare alla conclusione che DNA di medesima scarsa entità sono entrambi databili a diversi giorni prima dell’omicidio. E poiché Sempio era sicuramente a casa Poggi nove giorni prima della morte di Chiara, costituirebbe un elemento atto a ritenere che Sempio non abbia, senza ragionevole dubbio, lasciato il proprio DNA il giorno dell’omicidio.
Intanto prossimo momento cruciale è l’incidente probatorio del 9 aprile. Un accertamento che comprenderà, oltre alla comparazione tra il DNA di Sempio ed i risultati del materiale trovato sulle unghie della vittima, anche analisi genetiche su una lunga lista di reperti e campioni ritrovati, tra cui un frammento del tappetino del bagno, tamponi ed oggetti come confezione di tè, yogurt, cereali biscotti e sacchetti.