Il Cenacolo letterario che trova sede nel prestigioso palazzo Fruscione si arricchisce con un altro sabato all’insegna della Cultura.
Dopo la stupenda performance del duo Vignola-Di Donna, alla magia dei suoni si affianca quella dell’Arte. Segno di grande sensibilità emotiva e autentica fede, è il tratto morbido e insieme incisivo di Bruno Giustiniani al centro di una serata che unirà all’alchimia del colore quella del canto, con la voce di un soprano di grande classe, Esmeralda Ferrara e della recitazione, attraverso la consolidata empatia di un attore, Antonio Angrisano, caro a tutti.
Giustiniani è un’artista pittore saggista scultore e medico Presidente del Cenacolo letterario, delle arti e del pensiero razionale-Ferrante Sanseverino. Dopo un lungo viaggio da primario di Otorinolaringoiatria e chirurgo plastico, coniuga con maestria scienza e arte e realizza, nel tempo, imponenti tele che ritraggono i passi più importanti delle Sacre Scritture. Molte di esse oggi custodite in chiese e musei, sono il simbolo di un animo nobile e di una religiosità che ha radici profonde. Nel Vangelo l’artista coglie l’essenza dell’uomo, il mistero dell’infinito e la volontà di un cambiamento che parta dal cuore e dall’insegnamento che Gesù ci ha trasmesso attraverso il suo sacrificio sulla croce. Nel dolore, come profonda espressione dell’esistenza, il tratto e il colore animano scenari meravigliosi, dove diventa ancora possibile individuare quella salvezza che Dio ha voluto e vuole per l’uomo.
Il messaggio di Giustiniani si ripete anche nei dipinti a sfondo sociale: immigrati, anziani e bambini hanno negli occhi un desiderio di amore che caratterizza tutte le opere di un maestro destinato a lasciare un vivido esempio di fede. Vera e salvifica, che con la sua arte diventa speranza illuminante di una umanità migliore. Più autentica e vicina al cielo.
E proprio sotto il segno di questa visione universale dell’arte si apre l’evento: alle 17:45 il moderatore accoglie il pubblico, presentando il secondo appuntamento del Cenacolo come un’ode alla sinergia tra le arti – musica, poesia, pittura, teatro, letteratura e giornalismo – che qui trovano voce e corpo.
Seguono i saluti istituzionali, affidati al Presidente Enrico Indelli, alla Vice Sindaca Paky Memoli e all’Onorevole Guido Milanese, a testimonianza del sostegno civico e culturale che ruota attorno al Cenacolo.
Poi, il sipario si apre sulla voce intensa del soprano Esmeralda Ferrara, che interpreta con toccante delicatezza “Fratello Sole e Sorella Luna”, accompagnata dai maestri Luigi De Nardo all’oboe e Andrea Donadio all’organo. Un momento che rapisce il pubblico e introduce l’entrata in scena dell’attore e doppiatore Antonio Angrisano. Figlio d’arte, dà voce alla prima pagina del libro “L’Apocalisse e Fatima ieri, oggi e domani”, immergendo la platea in un’atmosfera di riflessione e spiritualità.
Il tempo musicale si alterna con perfetto equilibrio: Ferrara torna con una seconda aria, mentre Angrisano si prepara a guidare il pubblico nella prima parte dello spettacolo “Suoni, Luci e Parole”, ispirato alle opere di Bruno Giustiniani. Sebbene non fisicamente presenti nella sala, i dipinti – ubicati nei santuari di Eboli e Monte Sant’Angelo – prendono vita attraverso un racconto avvolgente, accompagnato ancora dai maestri musicisti. Un faro illumina l’attore, che diventa tramite tra arte e anima.
L’intreccio tra parola e musica prosegue: Ferrara incanta con la terza aria, e la seconda parte dello spettacolo vede nuovamente protagonista Angrisano. Ma il momento più dolce e cinematografico arriva con “Nella Fantasia”, tratto da Mission di Ennio Morricone, dove il soprano e il suo gruppo regalano pura emozione.
La serata entra poi nel cuore della riflessione con la tavola rotonda. Giustiniani viene introdotto e omaggiato; segue la relazione magistrale del prof. Pasquale Giustiniani e quella ricca di spunti della critica d’arte prof.ssa Maria Pina Cirillo. Chiude il ciclo di interventi la giornalista dott.ssa Luciana Mauro, che esplora la dimensione sacra dell’arte del maestro.
Ma la serata non è ancora finita. Bruno Giustiniani presenta il brano “Dolce Maria”, che diventa colonna sonora dell’ultimo dipinto ritrovato, “La Madonna dei Debitori”. Un’opera che ispira anche il brano finale del soprano, omaggio musicale che abbraccia cielo e terra.
A sigillare il percorso, l’attore legge l’ultima parte del libro “L’Apocalisse e Fatima ieri, oggi e domani”, e Ferrara conclude con quattro brani, un congedo che lascia il pubblico sospeso tra emozione e luce.
Nel giorno dedicato a Maria Immacolata, l’arte si fa preghiera e visione, portando con sé – come recita l’ultima frase – “tutti coloro che tuo figlio ti ha affidato”.