Sarà una mostra “intensa” e piena di fascino, quella dal titolo Casa mia, Mamma mia… e se i suoi dipinti diventassero sculture? – Omaggio a Irene Kowaliska, che l’artista cavese Rita Cafaro esporrà a Cava de’ Tirreni, presso il Complesso monumentale di San Giovanni, da domenica 6 aprile, giorno del vernissage, a giovedì 17 aprile, giorno del finissage, quando sarà presente anche lo storico e giornalista Vito Pinto, autore del libro Irene Kowaliska – 1939, che presenterà il pavimento dell’artista polacca ricordando che:
«Era il 1939 quando Irene Kowaliska, nata a Varsavia, realizzò il pavimento ceramico a grandi figure per la sala da pranzo della Villa Ricciardi, sita sulle colline di Cava de’ Tirreni. Giunta a Vietri sul Mare nel 1931, e intorno al pavimento che viene per la prima volta portato alla conoscenza del vasto pubblico con una pubblicazione che si avvale delle foto di Gianni Grattacaso. Il pavimento, di circa ventotto metri quadrati, fu commissionato all’artista polacca per la sala da pranzo di Villa Ricciardi, in un momento di particolari tensioni mondiali provocate dal nazi-fascismo».
All’inaugurazione della mostra saranno presenti il sindaco di Cava de’ Tirreni, dott. Vincenzo Servalli, che ha fortemente voluto questa mostra; la dott.ssa Raffaella Bunaudo, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno ed Avellino; l’architetto Lorenzo Santoro, assessore all’urbanistica del Comune di Cava de’ Tirreni e già funzionario Sabap. A moderare gli interventi sarà il dott. Paolo Landi, psicologo e psicoterapeuta.
Una mostra che è una ricerca e una scoperta dei lavori, soprattutto quelli dipinti su piastrelle dalla grande ceramista polacca, che Rita Cafaro ha riprodotto in opere artistiche da toccare e da ammirare. Un lavoro certosino, paziente ed entusiasmante, ma fatto con il rispetto che l’artista cavese ha per Irene Kowaliska, una dei suoi idoli artistici.
«L’iniziativa – ha dichiarato Rita Cafaro – ha lo scopo di promuovere alle nuove generazioni la forte tradizione ceramica presente sul territorio, in cui Irene Kowaliska non solo ha lavorato e prodotto opere di indiscussa bellezza, facendo la storia, ma ha lasciato sul nostro territorio l’opera più grande da lei realizzata, ovvero il pavimento dell’ex Villa Ricciardi, oggi “Nostra Famiglia”. Questa mostra ha lo scopo di divulgare le figure dipinte da Irene Kowaliska in modo rivisitato, trasportando le immagini in due dimensioni ad immagini tridimensionali. Insomma, una “lettura” di un’opera passata, “trasportandola” ai nostri giorni con le nuove tecnologie, per rendere “vive” le figure, attraverso la modellazione: le immagini dipinte diventano sculture a tutto tondo.
Tale evento coinvolgerà le scuole primarie e secondarie del territorio che scopriranno un’artista, come la Kowaliska, più attuale e più moderna di quanto si immagini».
La mostra, oltre ad avere una finalità artistica e divulgativa dell’arte di Rita Cafaro, ha anche un risvolto meramente sociale. Infatti, l’artista porta l’arte nel sociale con corsi e laboratori artistici in scuole e strutture di accoglienza, indirizzati a donne vittime di violenza, nonché a bambini e ragazzi extracomunitari e a ragazzi con problemi psicologici, senza dimenticare gli anziani, che vengono coinvolti in lavori artistici manuali.
«Come ogni artista di talento – dichiara Paolo Landi – Rita Cafaro è insofferente, non si accontenta. Le sue opere trovano ispirazione nelle sue visioni del dormiveglia e affondano nel suo mondo onirico. Rita prefigura e sogna le sue opere che al mattino produce. Nell’attesa dei suoi sogni, ed auspicando nuovi risvegli, con determinata delicatezza ci prepariamo ad accogliere nuovi stupori che si leveranno dalla sua particolarità artistica».