Derby campano delicatissimo sabato 5 aprile per la Salernitana di scena a Castellammare di Stabia contro l’agguerrita Juve Stabia
I granata sono di scena allo stadio Romeo Menti (via G.Cosenza 283- 13.000 spettatori)per una sfida davvero infuocata
L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio stabile:
Antipasto della casa (fritti, verdura, crudo mare)
Paccheri con carciofi
Linguine ai frutti di mare
Tagliata rucola pomodorini e scaglie
Carciofi (fritti, alla romana, alla brace, in padella)
Cozze al limone
Torta della casa
Ottimi vini del territorio
Prodotti tipici
La cucina stabiese è sicuramente una cucina semplice, che attinge da antiche tradizioni locali, in cui sin dalla notte dei tempi si è cercato di utilizzare ogni parte di alimenti commestibili e di sprecare il meno possibile. Una cucina povera che attinge dai prodotti locali più originali: caldarroste del Faito, cozze paesane, erbe e essenze per la preparazione di decotti. In elenco non mancheranno piatti leggermente più elaborati, che nella loro semplicità conservano un particolare fascino: pasta cunciata al limone, papagni sfritti, purchiacchielli e addirittura un piatto di pasta condita con gli odorosi sassi raccolti dai fondali del mare stabiese
Clima e territorio
La temperatura sara’intorno ai 15 gradi:serataprimaverile
Castellammare di Stabia è situata nella parte sud della città metropolitana di Napoli, nel territorio compreso tra la fine della zona vesuviana e l’inizio della penisola sorrentina. La città sorge in una piana di natura alluvionale-vulcanica , in una conca del golfo di Napoli, protetta a sud dalla catena dei monti Lattari, mentre verso oriente si perde nelle campagne attraversate dal fiume Sarno, il quale sfocia nel mare di Castellammare di Stabia. Proprio questi elementi naturali segnano il confine con le città limitrofe: il fiume Sarno infatti divide la città stabiese da Torre Annunziata e Pompei a nord, il monte Faito da Vico Equense e Pimonte a sud. A est la città confina con Gragnano e con Santa Maria la Carità, mentre la zona ovest risulta essere la fascia costiera .
Castellammare di Stabia ha una superficie di 17,71 km², con un’altezza media di 5 metri sul livello del mare, anche se in realtà si parte dallo 0 lungo la costa fino ad arrivare a 1202 metri sul monte Faito .
Le origini di Castellammare di Stabia sono incerte , anche se alcuni ritrovamenti documentano che la zona era già abitata a partire dall’VIII secolo a.C. Data la sua favorevole posizione sul mare, in una zona ricca di acque e con pianure fertili di origine vulcanica, i primi insediamenti si andarono sviluppando in quella che oggi è conosciuta come la collina di Varano, all’epoca uno sperone a picco sul mare poiché la piana dove oggi sorge l’attuale città era ancora in parte sommersa dal mare e la sottile linea costiera esistente era esposta alle incursioni nemiche. Diverse sono state le dominazioni come quella dei sanniti seguite poi dagli Etruschi e dai Greci: il nome di questo insediamento era Stabiae.
Stabiae venne conquistata da Roma nel 340 a.C. e fu durante il periodo romano che la città ebbe il suo massimo splendore: infatti venne cinta da mura e divenne un piccolo borgo dedito soprattutto ai prodotti che offriva la terra. Intorno alla città fortificata si svilupparono numerose fattorie che, con il passare del tempo, formarono piccoli borghi: questa zona viene ricordata come Ager Stabiano e comprendeva alcune zone che attualmente sono inglobate nei comuni di Gragnano, Casola di Napoli, Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate, ma anche alcune zone della stessa Castellammare di Stabia, come il rione San Marco e Pozzano, che all’epoca veniva chiamata Fogliano, dal nome del dio Foglianum, protettore della natura. Stabiae venne dotata anche del palazzo del ministro e di un tempio dedicato ad Ercole che, secondo la tradizione romana, era il fondatore della città.
Stabiae venne immediatamente ricostruita, ma non più come città fortificata, bensì come luogo di villeggiatura per i ricchi patrizi romani, che costellarono la collina di ville con al proprio interno complessi termali, piscine, palestre e piccoli templi, abbellendole con dipinti che ancora oggi risultano essere tra i più interessanti dell’arte romana.
Nel 62 d.C. Stabiae venne devastata da un violento terremoto, che però non compromise la vita della città, tanto che alcuni edifici crollati vennero immediatamente ricostruiti o restaurati.
Dopo la distruzione di Stabiae a opera del Vesuvio, alcuni abitanti del luogo scampati all’eruzione, tornarono alle loro vecchie abitazioni, ormai distrutte, per recuperare oggetti e denaro: furono questi che costituirono un villaggio lungo la costa, la quale grazie all’eruzione era diventata molto più protesa nel mare rispetto al passato . Questo nuovo villaggio, che viveva soprattutto di pesca e agricoltura, entrò a far parte del Ducato di Sorrento: furono proprio i Sorrentini che costruirono un castello sulla collina nei pressi di Pozzano, per difendere il ducato dalle incursioni barbariche. In questo periodo, intorno all’anno 1000, precisamente nel 1086, si ritrova per la prima volta in un documento il nome del villaggio, ossia Castrum ad Mare, molto probabilmente derivante dal fatto che il castello si trovasse nei pressi a picco sul mare.
Durante il Medioevo Castellammare di Stabia passa sotto gli Svevi, e successivamente sotto il controllo degli Aragonesi, che, oltre all’ingrandimento del porto e alla costruzione di possenti mura di cinta, portarono a compimento la costruzione di un palazzo reale sulla collina di Quisisana, utilizzato dai reali per i loro soggiorni nel periodo estivo. L’importanza del palazzo era tale che Giovanni Boccaccio ne fa l’ambientazione per una novella del Decameron, precisamente la sesta del decimo giorno .
Nel 1842 Castellammare di Stabia diviene una delle prime città italiane ad essere dotata di una linea ferroviaria che la collegava direttamente con Napoli: questo portò non solo a uno sviluppo della città oltre le mura difensive, ormai diventate inutili e quindi abbattute, ma a diventare un centro commerciale dove le mercanzie provenienti dalla Calabria e dalla Pugliavenivano caricate sul treno.
Con l’unità d’Italia e un florido momento per lo sviluppo industriale, l’area nord di Castellammare di Stabia ed in particolar modo quella intorno alla ferrovia si riempì di industrie tra cui conservifici, come quello della Cirio, cartiere, pastifici, cantieri metallurgici e diverse industrie meccaniche e tessili.
Il nuovo secolo si apre con l’apertura della linea tranviaria che collegava la stazione di Castellammare di Stabia direttamente con Sorrento, attraversando tutta la penisola sorrentina. Sempre in questo periodo la vocazione turistica di Castellammare di Stabia, soprattutto per le sue acque e le loro proprietà curative, raggiunge l’apice.
La sua importanza a livello regionale, già in epoca passata, ha portato all’ipotesi di farne il capoluogo di una nuova provincia: ciò avvenne, ad esempio, nel 1923, quando furono istituite alcune nuove province, tra cui quella della Spezia, mentre il progetto per Castellammare di Stabia rimase sulla carta.
Se la Grande Guerra non lascia tragiche tracce, lo stesso non si può dire per il secondo conflitto mondiale: i tedeschi, in seguito alla ritirata dal sud Italia, applicando la cosiddetta teoria della terra bruciata, distrussero i cantieri navali, i quali vennero strenuamente difesi dagli stabiesi. In seguito, per questo motivo, la città è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valore. Ancora oggi in città è visibile, nei pressi del lungomare il palazzo del Fascio, fatto costruire durante l’epoca fascista. La fine della guerra e l’inizio del miracolo italiano portò all’intensificazione del lavoro industriale e all’avvio di importanti novità sul piano turistico, come la costruzione del complesso delle Nuove Terme, all’epoca definite le più moderne d’Europa.
Durante gli anni ottanta, come in altre parti d’Italia, la città venne colpita da una grave crisi economica che portò alla chiusura di molte fabbriche: nello stesso periodo si registrò anche un notevole calo di presenze turistiche.
All’inizio degli anni novanta la città venne visitata da papa Giovanni Paolo II, il quale dopo il pranzo in mensa insieme agli operai dei cantieri navali, tenne una solenne cerimonia sul lungomare.
La fine del XX secolo coincide con il periodo di rilancio, puntando sul risanamento delle poche industrie rimaste ma soprattutto sul turismo. La costruzione di nuovi complessi alberghieri e di infrastrutture all’avanguardia come il porto turistico di Marina di Stabia, uno dei più grandi d’Europa, hanno fatto sì che nel 2006Castellammare di Stabia sia stata la terza città campana per presenze turistiche negli alberghi solo dietro a Napoli e Sorrento. All’inizio del 2008 è stato completato il restauro della Reggia di Quisisana, altro edificio storico restituito alla città.
Satolli ma pienamente soddisfatti, siamo pronti a correre allo Stadio Menti per tifare Salernitana
SEMPRE COMUNQUE ED OVUNQUE FORZA SALERNITANA
L’avvocato e giornalista Andrea Criscuolo
Responsabile Comunicazione Salerno Club 2010
e conduttore trasmissione Con te da sempre