In Italia, si discute apertamente di argomenti quali sport, politica, scuola e sanità, ma raramente si affronta il tema della sessualità. Questo silenzio ignora il fatto che le disfunzioni sessuali, specialmente tra i più giovani, stanno diventando sempre più comuni. Molti giovani oggi sembrano prediligere esperienze sessuali da remoto piuttosto che vivere l’intimità reale con un partner, perdendo così l’opportunità di esplorare e apprezzare la vera essenza della sessualità.
Per queste ragioni, abbiamo deciso di intervistare il professor Maurizio Bossi, una delle figure più autorevoli in Italia su questi temi. L’obiettivo è quello di offrire ai nostri lettori un’occasione per esplorare un argomento troppo spesso trascurato, fornendo spunti di riflessione e discussioni costruttive sulla sessualità.
1) Nel mondo digitale quali sono le disfunzioni sessuali più comuni? Quali sono i rischi reali di una eccessiva digitalizzazione dell’ambito sessuale?
L’introduzione dell’informatica, di internet e dei social hanno oggettivamente creato nuove opportunità informative ma anche grandi problemi. Vediamo di capire perché. Esiste la componente mimetica (quando noi vogliamo imitare dei modelli) e storicamente è sempre successo con il padre, la madre o in generale familiari. Oggi l’influencer è colui che determina uno stile che è irraggiungibile. Pensiamo nella sessualità. Il modello pornografico è un modello quasi sempre irraggiungibile. Dunque, è nevrotizzante, stressante. Quel modo talmente perfetto, performante che ti mette nella condizione di dire: “meglio non farlo”. Ecco dunque un solipsismo sessuale . Talvolta una situazione di rifiuto della sessualità.
2) Impatti dell’abuso di pornografia:
Dobbiamo capire quali conseguenze ha l’abuso di questo materiale sull’organismo. Per comprendere meglio, introduciamo il termine “addiction”, che indica una compulsione a ripetere determinati comportamenti, simile a quanto si verifica con il gioco d’azzardo, l’acquisto compulsivo e l’uso di droghe. Nel contesto della sessualità, l’esposizione prolungata alla pornografia può portare a una dipendenza che richiede sempre più stimoli per ottenere lo stesso effetto, creando una condizione di assuefazione. Questo ciclo può rendere la pornografia una modalità esclusiva di gratificazione, escludendo così la realtà e i suoi contesti.
3) Cosa consiglia ad un ragazzo che soffre di eiaculazione precoce o disturbo erettile? Spesso tanti ragazzi sottovalutano o nascondono tali patologie. Ma cosa fare?
Queste condizioni, spesso sottovalutate o nascoste dai giovani, interessano circa il 30% di loro. E’ necessario curarle o trattarle con farmaci? La risposta è no. La soluzione proposta è relativamente semplice: educare il giovane adolescente, fin dall’arrivo della pubertà, a gestire il riflesso eiaculatorio. Questo processo rappresenta una vera e propria educazione. Per analogia, così come siamo stati educati da piccoli a controllare la minzione, utilizzando i medesimi nervi, muscoli e riflessi, si dovrebbe insegnare a gestire l’eiaculazione. Questo implica che durante la pubertà, spesso vissuta in segreto e con fretta, si dovrebbe invece promuovere una educazione sessuale aperta e sana.
4) Legame tra disturbi psicologici e sessuali: Quanto sono legati i disturbi psicologici a quelli sessuali? Quanto incide lo stress sulla qualità del sesso?
Esiste un significativo collegamento tra i disturbi psicologici e quelli sessuali, soprattutto quando si considera l’impatto dello stress sulla qualità del rapporto sessuale. Lo stress, nella sua accezione positiva o “eustress”, è considerato il sale della vita. Tuttavia, il tipo di stress di cui trattiamo qui è il “distress”, ovvero quello negativo. Uomini e donne esposti a livelli elevati di stress possono sperimentare una riduzione significativa nella qualità della loro vita sessuale. L’uso di ansiolitici e altri farmaci per gestire lo stress può peggiorare la situazione, dato che questi prodotti chimici agiscono direttamente sul cervello. L’uso prolungato di tali sostanze può incrementare i livelli di prolattina, un ormone tipicamente femminile presente anche negli uomini. Ciò dimostra come lo stress cronico e l’uso di farmaci per contrastarlo, benché possano sembrare soluzioni immediate, portino a conseguenze negative a lungo termine sulla salute sessuale.
Sex education
In conclusione, riflettendo sulle parole del prof. Bossi, emerge chiaramente che il sesso, in Italia, rimane un tabù. Come possiamo affrontare questo problema? Una soluzione potrebbe essere l’implementazione di programmi di educazione sessuale nelle scuole, università e circoli ricreatvi. Nei paesi europei più avanzati, l’educazione sessuale fa parte integrante del curriculum scolastico, permettendo ai giovani di esprimere apertamente dubbi, paure e preoccupazioni in un contesto sicuro e informato. Invitiamo dunque i nostri lettori a riflettere su queste questioni e a sentirsi più liberi di esprimere eventuali problematiche. Navigare l’intimità: sentirsi liberi.