Il noto circolo Arci della zona orientale di Salerno, Mumble Rumble, attualmente coordinato da Nello De Luca, estende le sue iniziative — di solito focalizzate sulla musica e sul teatro — anche all’arte visiva, che di solito abita le gallerie o i musei.
Il primo evento si terrà domenica 30 marzo alle 18.30 con un dialogo aperto su Realismo e metafora visiva, che vedrà la critica d’arte Antonella Nigro e la cronista d’arte — già direttrice del museo Città Creativa — Gabriella Taddeo a colloquio con Mauro Trotta. L’artista spazia dalla pittura alla ceramica, ma nell’esposizione presenterà solo dodici dipinti realizzati recentemente.
Nelle sue opere predomina il figurativismo dei volti e dei corpi, ma il suo non è un mero realismo pittorico: è anche una sorta di sospensione mistica che va verso l’alto e di surrealtà che scende nell’oscurità dell’inconscio. Sottolinea tale dualismo la Nigro nell’affermare:
«È originale ed accattivante la ricerca artistica di Mauro Trotta, proposta sull’apparente, contraddittorio binomio del realismo e dell’onirico, nel quale la donna è protagonista emblematica… Non è solo un gioco di rimandi e di corrispondenze compositive, ma un intreccio semantico che la definisce come alter ego di dea, madre e incantatrice. È Gea che dà la vita ma, al contempo, elemento della natura che con essa si fonde: lunghi capelli d’ebano, lambendo la terra, divengono radici o, perduti nel vento, disegnano nuove identità.»
La mostra sarà visitabile fino al 13 aprile.
Cenni biografici
Dopo aver conseguito il diploma di liceo artistico nel 1987, Mauro Trotta si forma all’arte del fumetto nel 1990 presso lo studio romano di Alberto Giolitti e pubblica una storia a fumetti per l’editore Play Press (esecuzione dei disegni a matita); per una seconda storia, non completata, collabora sempre con lo stesso editore nella collana Balboa.
Dal 1991 in poi fa altre brevi esperienze nel campo dell’illustrazione e della grafica, quindi dal 1992 espone in mostre d’arte personali ad Agropoli, Salerno, Acciaroli e in collettive come membro del gruppo Arperc a Napoli e in provincia di Salerno, su temi sociali ed ambientali.
Ottiene vari riconoscimenti: a Salerno (Premio Duomo 1992), a Cava de’ Tirreni (Premio Città di Cava 1993), a Napoli (Mercurio d’Argento), a Marigliano, ad Agropoli (centro d’arte Il Faro, Premio Arte Sacra 1993), a Vallo della Lucania (100 artisti cilentani, Premio Paolo De Matteis), a Vatolla e Magliano Vetere in arte estemporanea.
Partecipa su selezione alla 1ª Triennale d’arte di Roma del 2011, alla 1ª e 2ª Biennale d’arte di Salerno (2014 e 2016), alla 12ª edizione del Festival delle Arti de La Bourboule (Francia) e alla rassegna Linea Contemporanea, curata da Antonella Nigro al Castello di Agropoli (SA) dal 2010 al 2015.
Dal 1992 realizza, con il gruppo Arperc e anche individualmente, più di 50 murales figurativi su temi ambientali, sociali, naturalistici e surreali, anche con interventi tridimensionali, a Satriano di Lucania, Saludecio (RN), Sant’Angelo le Fratte (PZ), Piano Vetrale (SA), San Valentino Torio (SA), Cecchina di Albano Laziale (Roma), Salerno e Faiano (per il progetto di riqualificazione urbana della Fondazione Alfonso Gatto).
Dal 1998 lavora su ceramica per la cooperativa sociale Eolo di Siano, nel laboratorio creato dalla comunità La Tenda di Salerno. Dal 2000 dipinge paesaggi della Costiera Amalfitana e decori per il laboratorio artistico Falcone Salvatore Ceramica di Vietri sul Mare.
Nel 2003 è uno dei soci fondatori di Frapio Arteceramica, laboratorio specializzato nella realizzazione di dipinti su lastre ceramiche di grande dimensione e alto pregio artistico. Dal 2017 lavora per Ceramiche Casola.