Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della risorsa idrica e promuoverne una gestione sostenibile. L’edizione 2025 pone al centro dell’attenzione la conservazione dei ghiacciai, baluardi di acqua dolce sempre più minacciati dai cambiamenti climatici.
Nel 2023, i ghiacciai del pianeta hanno perso un volume idrico equivalente a cinque volte il contenuto del Mar Morto, un dato che fotografa con crudezza la rapidità della crisi. Con i ghiacciai in ritirata, le conseguenze per milioni di persone che dipendono dalle acque di fusione diventano drammaticamente concrete.
Ghiacciai: riserve in estinzione dell’umanità
I ghiacciai rappresentano la più grande riserva naturale di acqua dolce sulla Terra. Dalla loro fusione stagionale dipendono agricoltura, produzione idroelettrica e approvvigionamento idrico per circa 2 miliardi di persone.
Il loro arretramento è un segnale inequivocabile del riscaldamento globale. In Italia, la situazione è altrettanto allarmante: negli ultimi 60 anni, i ghiacciai dell’arco alpino si sono ridotti di oltre il 30%. Il 2024 ha confermato la tendenza negativa, come sottolineato dal quinto rapporto “Carovana dei ghiacciai” di Legambiente. Anche lo Snow Water Equivalent (SWE), indice che misura l’acqua contenuta nella neve, presenta un deficit preoccupante: -58% su base nazionale.
Il paradosso italiano: ricchi d’acqua, poveri di gestione
L’Italia vive un paradosso idrico. Nonostante sia un Paese storicamente abbondante di acqua, deve fronteggiare una crisi crescente causata da infrastrutture obsolete, dispersione idrica e impatti climatici.
La media nazionale di perdite lungo la rete idrica è del 42%, con picchi che superano il 70% in alcuni comuni. Oltre la metà dei centri urbani italiani registra perdite superiori al 35%. Il 60% della rete ha più di trent’anni e un quarto ha già superato i cinquanta. Numeri che raccontano di un sistema incapace di trattenere e distribuire in modo efficiente una risorsa così vitale.
Consumi idrici: l’illusione dell’abbondanza
Secondo un sondaggio condotto da GROHE in occasione del World Water Day 2025, l’80% degli italiani sottovaluta i propri consumi domestici di acqua. Il 28% crede di usare meno di 10 litri al giorno, quando in realtà la media nazionale supera i 200 litri pro capite.
Eppure, emerge una crescente consapevolezza: il 73% degli intervistati ritiene fondamentale ottimizzare l’uso dell’acqua in casa, e un italiano su due riconosce che la scarsità idrica sarà una delle principali sfide dei prossimi dieci anni. Segnali positivi, ma ancora insufficienti.
Un clima che cambia e spreme il sistema idrico
Il riscaldamento globale altera i cicli naturali dell’acqua. L’Italia sperimenta un’alternanza sempre più marcata tra siccità prolungate ed eventi meteorologici estremi. La lunga siccità iniziata nel 2021 ne è un esempio emblematico.
Nel 2024, secondo l’ANBI, si sono verificati in media sette eventi climatici estremi al giorno, molti dei quali legati all’acqua. Le infrastrutture e le amministrazioni locali sono chiamate ad affrontare un doppio fronte: garantire l’approvvigionamento durante le crisi e prevenire i danni durante le alluvioni.
Un territorio fragile, tra cemento e frane
L’Italia è uno dei Paesi europei più vulnerabili sotto il profilo idrogeologico. La morfologia collinare e montuosa, unita a una cementificazione crescente e a una densità abitativa elevata, amplifica i rischi. Le intense precipitazioni provocano alluvioni e smottamenti, mentre i lunghi periodi secchi minano le riserve d’acqua per usi civili e agricoli.
Il consumo di suolo nel 2023 è salito a una media di 20 ettari al giorno, sottraendo terreno alla capacità naturale di drenaggio. Un suolo vegetato può trattenere fino al 30% in più di pioggia rispetto al cemento: un dato che evidenzia l’importanza di soluzioni basate sulla natura.
Tecnologia e digitalizzazione per salvare l’acqua
L’innovazione è alleata fondamentale nella gestione sostenibile delle risorse idriche. La Fondazione per la Sostenibilità Digitale elenca numerose applicazioni: dalla rilevazione di perdite e consumi anomali alla previsione della domanda, fino all’ottimizzazione energetica degli acquedotti.
Sistemi GIS, sensori IIoT, intelligenza artificiale e digital twin stanno rivoluzionando il settore idrico. Una gestione predittiva, basata sui dati, consente non solo risparmi economici ma anche un uso più razionale e tempestivo della risorsa.
Città più resilienti: soluzioni urbane per il futuro
Anche l’ambiente urbano può diventare parte della soluzione. Tecnologie verdi e approcci sostenibili stanno cambiando il volto delle città:
- Rain garden: aiuole ribassate capaci di depurare fino al 90% degli inquinanti trasportati dalle acque piovane.
- Sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS): riducono il volume delle acque meteoriche fino al 50%.
- Tetti verdi: migliorano l’isolamento e trattengono fino all’80% delle precipitazioni.
- Sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane: possono coprire fino al 40% del fabbisogno irriguo degli spazi pubblici.
Soluzioni già applicabili e in parte finanziate dal PNRR, che ha stanziato oltre 4 miliardi di euro per il miglioramento del sistema idrico nazionale.
Un impegno collettivo per un bene comune
La crisi dell’acqua non è un destino inevitabile, ma una sfida che richiede visione, investimenti e consapevolezza. Serve un impegno trasversale: dai governi locali alle famiglie, dai gestori dei servizi ai singoli cittadini.
Preservare i ghiacciai, modernizzare le infrastrutture, adottare tecnologie innovative e tutelare il territorio sono le chiavi per garantire l’accesso equo e sostenibile a una risorsa che, più di ogni altra, decide della vita e del futuro del nostro pianeta.
Per saperne di più, visitare il sito web: WORLD WATER DAY