San Valentino, ci siamo quasi. Tra qualche giorno, il 14 febbraio, gli innamorati di tutto il mondo celebreranno la loro festa cercando l’espediente più poetico per esprimere i propri sentimenti.
E cosa c’è di più romantico di un bacio d’amore? Considerato un classico nella storia della fotografia, alcuni artisti sono diventati famosi proprio per avere immortalato vari tipi di baci, ciascuno a suo modo unico e in grado di suscitare ogni volta emozioni differenti.

Nella mia personale collezione di fotografie d’autore che raccontano i baci più belli e intensi di sempre, ho “rispolverato” quattro scatti, quattro meravigliosi ritratti che hanno congelato nel tempo quell’apostrofo rosa tra le parole t’amo, tra corpo e anima, tra sacro e profano.
Immancabile è Le Baiser de l’Hotel de ville, la fotografia più nota di Robert Doisneau, scattata nel 1950 durante un servizio fotografico per la rivista americana “Life”.
L’immagine è l’istantanea di un attimo di “non trascurabile felicità”: in una Parigi caotica, frenetica e indifferente, due ragazzi fermano il tempo con l’ardore delle loro labbra. Seppur la scena non è casuale – il fotografo chiese ai due giovani, incontrati per caso, di posare per il servizio – poco importa, l’amore ci avvolge nelle sue spire, non vuole contaminazioni razionali.

Procedo con Brassaï e la sua Coppia di amanti in un piccolo caffè in place d’Italie del 1932, click tra i più famosi di colui che era soprannominato “l’occhio di Parigi”.
È la rappresentazione della seduzione del bacio. Nella narrazione visiva non manca nulla: ci sono i due amanti e il loro ritrovarsi in un caffè notturno. Un solo desiderio, quello di essere insieme.
Come scrive e canta Federico Zampaglione dei Tiromancino ne La descrizione di un attimo,
“la mia memoria scivola, mi ricordo limpida / La trasmissione dei pensieri / E la sensazione che in un attimo qualunque cosa pensassimo in due / Poteva succedere…”.

L’attenzione volge poi ad uno dei rayographs di Man Ray, nello specifico ad un fotogramma realizzato dall’artista statunitense nel 1922 intitolato The Kiss. Senza l’ausilio della macchina fotografica, avvalendosi solo della luce e di una serie di strumenti, un bacio “in bianco e nero” prende forma per raccontare un amore fluido, in continua trasformazione.
Mi sovviene il bellissimo verso del poeta greco Odysseas Elytīs che recita così:
La bellezza là dove rimase immobile perdura come un altro corpo celeste

Infine, un’immagine di Mario Giacomelli tratta dalla serie Verrà la morte e avrà i suoi occhi, fotografie scattate dal 1954 al 1983 negli ospizi, il cui titolo trae ispirazione dalla raccolta di poesie di Cesare Pavese.
Un anziano signore bacia teneramente la sua amata, tenendo in mano sia il suo bastone che quello di lei. Un tocco lieve che narra di un amore senza eguali, pieno di dolcezza. Una testimonianza sui piccoli gesti che rendono grande l’amore, nonostante il trascorrere del tempo.
Il tuo nome − ah, non si può! −
il tuo nome è un bacio sugli occhi
Da «versi per Blok», in “Marina Ivanovna Cvetaeva, Poesie”, Feltrinelli, Milano, 1979