Un poeta dell’arte che ha saputo, con eleganza e sensibilità, parlare al cuore di tutti. A dieci anni dalla morte di Paolo Signorino, grazie al desiderio di ricordarlo della cara sorella Anna, la sala della Pinacoteca provinciale, nel cuore di Salerno, gremita di amici, è stata vivida testimonianza dell’affetto profondo che l’artista ha lasciato nella memoria di tutti, della stessa città dove ha regalato opere d’arte di inestimabile valore.
Una preziosità racchiusa nel volume “Paolo Signorino. Opere in comune” edito da Gutenberg, con il supporto di Alberto Landi e Stefania Zuliani. Un dono di Anna Signorino a tutti gli ospiti per onorare il “fratello perduto” con toccanti parole, ricordate in uno scritto di introduzione a pagine bellissime, che riportano non solo ricordi e aneddoti, ma foto stupende di paesaggi, luoghi, volti e tanti, tantissimi fiori che Paolo amava, come sua madre gli aveva insegnato, con una delicatezza d’animo unica. Un vero gentiluomo, che dipinse una rosa dedicandola a me e all’associazione Scriptorium che organizzò la sua ultima personale a palazzo Pinto, nella stessa location dove è stato ricordato con commossa partecipazione dalla parte migliore di Salerno. Città che gli ha ispirato tanto, pur essendo nativo di Battipaglia e aver esposto in altre città d’Italia e all’estero.
È per questo che rivederlo in quella location a lui cara, circondato da arte e affetto, amicizia e condivisione, è stato bello e necessario. Come averlo conosciuto giovando di quel garbo d’altri tempi, di quel sorriso sereno.
Di quella sobrietà che appartiene agli uomini di valore, non solo di successo come pur è stato e resta.
Con l’elegante e magistrale conduzione di Nello Palumbo, lo ha ricordato il ricco e illustre parterre di ospiti composto da: Alfonso Andria, Clotilde Baccari Cioffi, Erminia Pellecchia, Ada Patrizia Fiorillo, Antonietta Rocco, Alberto Landi e Stefania Zuliani. Saluti istituzionali affidati a Giolta Colazzo direttrice settore reti culturali della Provincia di Salerno, che con il Parco storico Sighelgaita Hortus Magno e l’Inner Whell paesaggi e città delle rose, ha curato l’evento. Presente anche lo storico amico Corradino Pellecchia, fotografo di nota fama.
Il tutto rispettando e onorando l’imperativo di un artista indimenticabile: Il mio “perché” è di intrattenere un dialogo con l’occhio della mente e con la memoria.
Arrivederci Paolo, tra i fiori del tuo luminoso giardino dell’anima.