È stato presentato giovedì 13 marzo, a Salerno, negli spazi del Circolo Canottieri Irno, L’Alfiere d’Oriente. Riccardo del principato e La Croce di Bisanzio, scritto da Carmine Mari e in libreria da ottobre per la giovanissima casa editrice Il Piroscafo, diretta da Daniele Pierumberto Cellamare, del gruppo Les Flâneurs Edizioni, guidato da Alessio Rega. L’autore ha condotto il pubblico nella sua Salerno medievale, in dialogo con Olga Chieffi, Gemma Criscuoli e Raffaele Brescia Morra, ospiti del presidente del sodalizio di Via Porto, Giovanni Ricco.
Nel tumultuoso scenario di Salerno del 1084, Riccardo del Principato si è trovato a dover affrontare non solo la protezione del mercante Simone, ma anche i molteplici intrecci di una corte intrisa di tensioni e ambizioni. La proposta di alleanza tra Normanni e la fazione opposta al basileus non è stata solo un’opportunità, ma una bomba a orologeria che avrebbe potuto far esplodere conflitti latenti. Con il suo acume strategico, Riccardo ha iniziato a esplorare il terreno instabile su cui si muovevano i potenti della corte. Ogni parola, ogni sguardo, ogni gesto poteva nascondere un tradimento.
La figura di Goffredo di Troia è emersa come un’ombra inquietante, un mercenario che giocava su più tavoli, cercando di manipolare le ambizioni dei figli del granduca Roberto. Riccardo sapeva che, se non si fosse mosso rapidamente, avrebbe potuto ritrovarsi intrappolato in una rete di cospirazioni che minacciava non solo la sua vita, ma anche il futuro della regione. Nel frattempo, Gisla, la giovane allieva di Trotula, si è ritrovata coinvolta in una serie di eventi che l’hanno portata a scoprire segreti inconfessabili. La sua formazione come medichessa le aveva dato accesso a conoscenze che avrebbero potuto rivelarsi letali nelle mani sbagliate.
Le sue interazioni con Riccardo sono diventate sempre più intense, e l’attrazione tra i due è cresciuta, alimentata dalla consapevolezza che il loro destino fosse intrecciato in modi che non potevano prevedere. Mentre le tensioni aumentavano, Riccardo ha dovuto raccogliere alleati fidati e smascherare i piani di Goffredo, prima che la rivolta potesse scoppiare. Ogni passo falso avrebbe potuto rivelarsi fatale, e la fedeltà si è dimostrata un concetto fluido in un mondo dove l’ambizione regnava sovrana.
Con l’alleanza con Simone come chiave per il futuro, Riccardo si è trovato a dover scegliere tra il dovere e i propri desideri, in un’epoca in cui le scelte potevano cambiare il corso della storia. In una Salerno che brulicava di vita e segreti, tra il profumo delle spezie e il clangore delle spade, il cavaliere normanno ha dovuto dimostrare che il vero coraggio non risiedeva solo nella forza, ma anche nella capacità di svelare la verità, affrontare i propri demoni e, forse, trovare un amore proibito che avrebbe potuto essere l’unico faro in un mare di oscurità.
Dieci anni di successi letterari
Carmine Mari ha festeggiato il decennale da scrittore con L’Alfiere d’Oriente, un percorso iniziato ben prima di quel 2015, anno in cui è stata pubblicata la sua opera prima Il regolo imperfetto. Quel medioevo sospetto, pubblicato da Atmosphere Libri, è assurto a best seller dell’estate salernitana grazie alle sue diverse linee di lettura e alla finissima descrizione della Salerno del tempo. La copertina era stata infatti schizzata a china dallo stesso autore, quasi una ricostruzione delle strectule, delle piazze, della cornice delle mura, e dunque della società, intrecciata in una trama fitta da romanzo russo, tra spezie antiche e un Medioevo moderno.
Nel 1239, nella Scuola Medica di Salerno, uno studente di nome Rogerius si era trovato invischiato nei piani malefici orditi dal magister Ugo da Marcina e dall’arcidiacono, nonché inquisitore apostolico, Vittore. Quindi, il grande successo di Hotel Angleterre, datato 2021 e pubblicato da Marlin, volume pluripremiato che ha proiettato la città nel 1911, in piena Belle Époque, forse la sua migliore espressione, fatta “a misura d’uomo” ma sempre sostenuta dal metodo Mari: incernierare la grande Storia con la piccola.
Nel 2022, ancora per Marlin, è arrivato Il fiore di Minerva, ambientato nel 1551 e con protagonista l’ex conquistador al seguito di Pizarro, Héctor dell’Estremadura, al servizio di Ferrante Sanseverino, ultimo della sua schiatta. Accanto a lui, sua moglie Isabella Villamarina e Costanza Calenda, che, scalando di un secolo, è diventata la donna guida proprio del corsaro, con il suo legno, il Nibbio, portando avanti un motto che ha accompagnato con successo questo volume dal profumo del mare: “all’orza lunga…”.
Con L’Alfiere d’Oriente, Mari ha fatto un ulteriore passo indietro, tornando nel suo amato Medioevo, l’epoca in cui meglio riesce a narrare, avendo lavorato nella Biblioteca Provinciale, custode di documenti dell’epoca. La sua opera prima ha avuto una ristampa con “tagli” nel 2023, che, secondo alcuni, non gli hanno reso giusta ragione e luce.
Questo nuovo romanzo è stato concepito in modo semplice: basta scorrere l’indice, diviso in tre parti e trentatré capitoli, per ritrovare la precisione delle descrizioni dell’autore, soprattutto dal punto di vista toponomastico, che fotografano una Salerno collocata circa centocinquanta anni prima del Regolo. Il quadro storico è intagliato con precisione, con una particolare attenzione agli aspetti sociologici ed economici.
La caratteristica distintiva della scrittura di Mari è sempre stata il ritmo: ogni indizio è stato ponderato, strategico, e i dettagli, apparentemente insignificanti, hanno saputo rivelarsi decisivi per la risoluzione del mistero. Mari ha dosato sapientemente le informazioni, creando tensione e coinvolgendo il lettore nel processo di scoperta.
L’essenzialità del suo stile non solo ha mantenuto viva l’attenzione, ma ha costruito una trama coesa e avvincente. In questo senso, il lavoro di porre l’obiettivo sul piccolo dettaglio si è rivelato fondamentale per guidare il lettore verso una conclusione soddisfacente e sorprendente.
La sua scrittura non ha temuto di attraversare quel ponte che collega il presente, il passato e il futuro, un legame che ogni forma d’arte autentica ci permette di percorrere avanti e indietro. In questo viaggio tra le epoche, Mari ha saputo restituire alla storia di Salerno una nuova, intensa luce.
Biografia:
Carmine Mari, nato a Raito, sulla Costa d’Amalfi nel 1965, vive a lavora a Salerno. Laureato in sociologia, nel 2015 ha esordito con il romanzo Il regolo imperfetto. Intrighi e alchimie alla scuola medica salernitana (Atmosphere Libri), un thriller storico ambientato nel XIII sec. ai tempi di Federico II, che ha ricevuto il premio letterario nazionale “Borgo di Albori” 2016. Ha pubblicato i romanzi storici Hotel d’Angleterre (2021, II edizione, Premio letterario “Giallo al Centro” 2021), Il fiore di Minerva (2022, III edizione, vincitore del contest “Book TSD Summer Cup 2022” indetto dal sito Thriller Storici e dintorni) e Il regolo imperfetto (2023). Ha collaborato alla pagina culturale del quotidiano “La Città” ed è stato docente di Psicologia dello sport presso il centro di formazione federale della Federazione Italiana Canoa Kayak. Tra il 2004 e il 2008 suoi interventi sono apparsi nella rivista americana “Fine Scale Modelers”, periodico leader nel settore del modellismo storico a diffusione internazionale.